giovedì 3 dicembre 2009

RIVOLI (TO), dicembre 2009





questo è quello che ho trovato nella zona industriale di Rivoli (To), le foto sono state inviate a "Striscia la notizia" nella speranza che attraverso loro la situazione di questi animali migliori...

giovedì 25 giugno 2009

IMPORTANTISSIMO!!! leggere e divulgare...

i medici dei pazienti chesono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero.
Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando
ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di
filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni
per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
Vi rendete conto?
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vedeun'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e
multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene censurarloe di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile.
È ora di svegliare le coscienzeaddormentate degli italiani.
È in gioco davvero la democrazia!!!

martedì 16 giugno 2009

neri

torno a casa, in macchina, sulla strada che collega nova a desio... guardo in giro come al solito, sono osservatrice da sempre, e la mia attenzione cade su un balcone dove "sorride" una splendida famiglia dalla inequivocabile origine africana.
c'è il padre, un uomo sulla trentina, fisico da guardare, seduto su una sedia di poco costo, canottiera bianca e pantaloni crema molto comodi, forse un pigiama. solletica la figlia, forse tre anni, tenedola sulle ginocchia e il loro sorriso contrasta sulla loro pelle, arriva alle mie orecchie.
dev'essere ora di cena perchè un "cucciolo di uomo" più grandino, si affaccià con metà corpo alla finestra balcone, forse della cucina, forse ripete le parole della mamma.... ma sembra proprio dire che è pronto in tavola.
dio che foto splendida, peccato non aver avuto dietro l'arma....

che razza di fotografa.... qualcuno suggerirebbe "dissociata"....
ps: una delle foto più belle che abbia mai vissuto.

domenica 26 aprile 2009

Antobiografia


Ho iniziato a scattare a sedici anni, dopo la prima lezione di fotografia: c’era della magia in quel che succedeva alla pellicola quando veniva toccata dalla luce, questo mi affascinava.
Qualcosa di poeticamente tecnico nei procedimenti applicati nella ripresa; tempi, diaframmi, inquadrature, soggetti, emozioni, luci: i miei strumenti per fermare il tempo, per raccontare le Emozioni del Momento.
…e l’amore per la stampa: quando l’immagine di cui ne sei stata autrice prende vita sulla carta da te scelta, allora è emozione grande: il buio della camera oscura velato di rosso, il silenzio e la concentrazione unici compagni per raggiungere il risultato ambito, i secondi scanditi per ogni singola operazione che ne contendono il risultato, i tempi di esposizione che vengono corretti con le mani, chimiche che vengono copiosamente agitate, neri che affiorano… tutto ti porta a staccarti dal resto del mondo: io e la mia creatura che vive.
Ho iniziato a scattare affascinata dalla fotografia sociale, affascinata dal coraggio e dalla volontà dei reporter. Da come le loro foto volevano e vogliono dire.
Così ho comprato la mia prima macchina fotografica a 19 anni, una Nikon FM2: in perfetto stato (mai usata, il dorso era vergine) e un vero affare (a 19 anni si hanno davvero pochi soldi per comprare l’attrezzatura tanto ambita…), quella macchina era un segno e un sogno (doveva essere mia!!): il mio orgoglio.
Volevo raccontare le storie degli angoli bui delle città, così ho cominciato a saltare la scuola per passare le mattine con la Gente della Stazione Centrale, affascinata dalla libertà drammaticamente vissuta col sorriso. Registrare la vita di chi sta ai margini, col Tempo come aiuto per creare un rapporto: i loro volti, i loro sguardi, le loro mani, i loro pensieri non parlati.
A volte però il voler raccontare di qualcuno diverso da noi porta perdite di cui non si può stimarne l’importanza; bisogna sempre creare empatia con chi viene fotografato, per poterne trasformare le emozioni (e questo lo si può fare solo senza macchina fotografica, imparato a mie spese): un gesto superficiale ha portato la perdita del lavoro di mesi di levatacce, di sigarette regalate, di attenzioni scambiate.
Da qui un lungo fermo temporale.
…ma continuo ad amare la Fotografia che informa, emoziona, racconta;
l’immagine fermata, semplice e diretta che non ha bisogno di didascalie per essere compresa;
la Fotografia senza livelli culturali in cui limitarsi;
amo la fotografia che trasmette emozioni condivisibili, che siano crudeli o di gioia.
Non banale, semplice.
Amo, come la mia vita, VIAGGIARE.
Sono stata un po’ qua e un po’ là in qualche posto del mondo: Italia terrena e buon gustaia, Grecia bianca e bruciante, Mexico magico e ribelle, Thailandia saggia e orgogliosa, Kenya selvaggio e d’oro.
Sono ferma: sto definendo la mia formazione professionale, ancora molto è da farsi, ma coltivo due sogni, sul primo non proferisco parola per scaramanzia, il secondo è il progetto d’un viaggio nuovo:
la Transiberiana, partire dal Freddo russo, per raggiungere la Primavera cinese.




Formazione:


- cinque anni di fotografia nelle nella scuola superiore
(qui ho conosciuto Fotografia, padri, tecniche e storia);


- tre anni di specializzazione come fotografa da studio al CFP “R. BAUER”:


due di specializzazione b/n;


uno di specializzazione colore;


- esperienze diverse in laboratori e studi per still life di vario genere e food;


- ora seguo progetti diversi: servizi fotografici per aziende, per eventi, ritratti aziendali, still life vari e di food, reportages in enti sociali;


- lavori e ricerche personali: reportages etnici; reportages di architetture storiche abbandonate intorno alla città che mi ospita;



Ringrazierei ad uno ad uno i professori che mi hanno insegnato la fotografia, ma le lezioni possono insegnarti la tecnica, non a trasmette emozioni, quello lo impari col tempo, soffrendo e ridendo, conoscendo te, il mondo e la tua macchina come filtro…



Così sono Antulla.

lunedì 5 gennaio 2009

ATTENZIONE!!!!!!! canile di Pantigliate

per favore unitevi alla richiesta di massima tutela per i cani del Comune di Cornate d'Adda

SCRIVETE A
ufficio.tecnico@comune.cornatedadda.mi.it, sindaco@comune.cornatedadda.mi.it, urp@comune.cornatedadda.mi.it

INOLTRATE A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE E DIFFONDETE
grazie


Dal primo gennaio 2009 i cani catturati a Cornate d'Adda, dopo 10 giorni di canile sanitario, saranno rinchiusi presso il canile di Pantigliate che si è aggiudicato il servizio di mantenimento randagi grazie ad un bando aggiudicato AL RIBASSO.
A prezzi stracciati pare che il canile offra servizi di altissima qualità, mentre si raccolgono numerose segnalazioni di pessimo trattamento dei cani ospiti .

Il Comune di Cornate d'Adda è stato convenzionato per anni col canile Ca' San Marco dove nessun cane è stato mai affidato.
A seguito della chiusura di Ca' San Marco i cani sono stati assegnati all'Allevamento Fusi di Lissone dove la LEAL svolge la propria attività di volontariato da circa 7 mesi ed il Comune certamente ha potuto constatare l'incremento degli affidi conclusosi con un numero pari a ZERO di cani a carico dell'amministrazione comunale.

Non appena avuta la notizia la LEAL ha intrapreso una serrata campagna adozione per i cani di questo Comune e fortunatamente siamo riusciti ad affidarli tutti con successo.
Erano solo 4 cani, gli ultimi di un gruppo di ben 16 cani che hanno trovato tutti casa grazie al massiccio lavoro dei volontari e in parte anche alla gestione Fusi collaborativa e disponibile.
Tutti cani controllati, curati e sterilizzati a carico della LEAL o dei privati che li hanno accolti in famiglia.

Con nostro grande dispiacere il Comune non ha minimamente considerato il vantaggio ricevuto sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista del benessere dei cani.

Purtroppo i prossimi cani catturati nel territorio di Cornate finiranno necessariamente a Pantigliate e il COMUNE ad oggi NON ha attuato alcuna forma di tutela per i propri cani.

L'allevamento Fusi, pur essendo una gestione privata, offre la massima trasparenza: l'accesso è libero in tutta la struttura, i cani sono visibili per chiunque, gli affidi sono seguiti dalla LEAL che può valutare la qualità delle adozioni, promuovere le sterilizzazioni e monitorare il benessere psicofisico dei cani. I cani escono con i volontari regolarmente dalle gabbie che sono nuove, coibentate e tutte dotate di doppio box interno ed esterno per un migliore riparo dalle intemperie. Sono disponibili ampi giardinetti per far sgambare i cani ed esiste un ambulatorio veterinario per le emergenze. I cani sono tutti socializzati, seguiti e all'occorrenza curati per le diverse patologie dimostrate sempre dai nostri volontari.

Poco è servito allertare l'amministrazione, poco è servito fornire documentazione e testimonianze che comprovano il mantenimento di randagi in condizioni disperate c/o il canile di Pantigliate, poco è servito chiedere di concederci di effettuare un sopralluogo per verificare la veridicità di quanto promesso in fase di gara d'appalto.
Abbiamo richiesto la tutela dei cani dei Cornate e ad oggi NON l'abbiamo ottenuta dato che le nostre richieste si scontrano con le clausole stabilite all'interno del "Regolamento dei volontari" in vigore presso il canile di Pantigliate. Come se il Comune proprietario dei cani, oltre che primo responsabile del loro benessere, sottostasse al volere della struttura che li dovrebbe ospitare, mentre dovrebbe pretendere il massimo controllo sul trattamento riservato ai propri cani.

I canili privati sembrano dettare legge, il lavoro enorme delle Associazioni NON viene puntualmente riconosciuto:
Sono le associazioni che a spese proprie recuperano i cani fisicamente e caratterialmente in modo da renderli affidabili, sostengono i costi per le terapie veterinarie, lavorano nei canili per far passeggiare i cani e conoscerli singolarmente, rendono visibili i cani reclamizzandoli, fanno opera di informazione e sensibilizzazione, concludono le adozioni con un tangibile e facilmente verificabile vantaggio economico per ogni Comune.
La LEAL in soli 7 mesi di attività presso l'allevamento Fusi, ha ridotto del 50% il numero di cani ospiti. Ogni Comune convenzionato può riscontrare l'operato dell'Associazione nei propri tabulati e verificare.

I Comuni devono necessariamente responsabilizzarsi, seguire in prima persona il benessere degli animali, riconoscere l'economicità del lavoro delle Associazioni animaliste serie, specie sul lungo periodo, sostenere il nostro lavoro non solo a parole ma anche coi fatti, investire sulla salute dei cani e non premiare chi si vuole arricchire stabulando i cani in modo poco trasparente e con tempi che rasentano solo le condanne all'ergastolo.

Ricordiamo al Comune di Cornate d'Adda che
- in base all'art. 3 del D.P.R. del 31/3/1979 che la tutela degli animali compete al Sindaco;
- in base all'art. 20 della L.R. 16/2006 i Comuni possono avvalersi dei volontari per verificare l'applicazione della legge stessa
- in base all'art. 4 della L. 291/91 modificato con la L. Finanziaria 2007 i Comuni provvedono a gestire i canili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste
- in base alla Circolare n.5/2001 il criterio di economicità che legittima la scelta della concessione della gestione dei canili non deve esser valutato unicamente come criterio economico, ma deve essere riferito a chi garantisce il benessere animale e le attività dirette al loro affidamento e relativo controllo.

Invitiamo il Comune ad adottare tutti i mezzi a propria disposizione per
- garantire ai cani di sua proprietà il massimo benessere e adottare strumenti di valutazione dello stato di salute degli animali
- garantire la possibilità di adozione per limitare allo stretto necessario il tempo di permanenza in canile
- richiedere la massima trasparenza al canile di Pantigliate che deve poter essere visitato per intero
- garantire l'accesso ai box ai volontari, permettendo loro di fotografare i cani e la struttura di detenzione
- monitorare la qualità della vita dei cani all'interno del canile: box adeguati, cucce, alimentazione, terapie veterinarie, socializzazione, sgambamento.

In caso di impossibilità di verificare le condizioni dei cani in qualsiasi momento richiediamo al Comune di annullare la convenzione col canile di Pantigliate e di ricoverare i cani in altra struttura consona alle esigenze etologiche degli animali.
Il Comune si è preso la responsabilità di spostare i propri cani da una struttura aperta al pubblico, di recente costruzione, con massima trasparenza nella gestione dei cani e con ampia possibilità d'azione per l'Associazione in ogni attività volta a migliorare a vita dei cani in canile.
Chiediamo dunque che se uno spostamento di cani debba essere fatto vengano mantenuti gli stessi livelli di vita dignitosa per gli animali e di possibilità d'intervento per l'Associazione per salvaguardare il benessere animale.

La LEAL ribadisce la propria disponibilità per monitorare il trattamento dei cani all'interno del canile di Pantigliate; non possiamo permettere che con il denaro pubblico si possano alimentare situazioni di maltrattamento o di reclusione prolungata oltre lo stretto necessario.

Richiediamo all'Amministrazione Comunale di Cornate d'Adda di esigere fermamente un trattamento adeguato per i propri cani e garantire che il loro benessere possa essere verificato costantemente, senza cedere ad alcun compromesso con la struttura che ospita gli animali.

In attesa di un sollecito riscontro porgiamo
Cordiali saluti
Catherine Maternini
LEAL Milano

martedì 2 settembre 2008

mi trovo nuovamente di fronte a qualcosa che mi lascia perplessa sulla fiducia verso gli altri e su come comportarmi in queste situazioni che si fanno sempre più presenti, ovvero: parto per la sardegna per collaborare come fotografa con un'agenzia che tratta shotting turistici per i clienti ospiti d'una struttura, vivo nella stessa casa di quello che scoprirò essere il mio responsabile (peccato che presto scopro che lui l'inverno a milano lavora nei callcenter...., fonte la sua voce), cerco di fare quello che mi viene chiesto e non ho mai nessun tipo di lamentela sul mio operato fino all'ultimo gg, cioè il 12 agosto 2008, gg in cui questa persona, dalla sua carica di supervisoremioresponsabile, mi confessa con gliocchi iniettati di sangue che se fosse stato per lui "sarei già stata licenzata" con un vomitarmi addosso accuse piene di cattiveria e infondate, quali ad esempio il ROVINARE L'IMMAGINE del photoshop perchè a fine orario lavorativo bevevo il mio cocktail nelle vicinanze del punto vendita, quando lui in fase di vendita, d'avanti a clienti beveva alcoolici, fumava e sbraitava rimproveri a bambini che giocando a calcio balilla alzavano il tono della voce; perchè le mie foto sono foto "CHE NON E' CHE TU STIA FACENDO DELLE GRAN FOTO".....
ora CAZZO, ma ti viene ora in mente che le mie foto non ti vanno bene? ma che diamine di professionista sei se taci per due mesi e te ne vieni fuori dal nulla della tua insoddisfazione??? o devo pensare che ci sia del personale che nn ti faccia apprezzare il mio lavoro?? che so: forse che nn lavo immediatamente il mio cazzo di unico piatto immediatamente dopo aver pranzato o cenato? sarà questo ad aver infastidito questo così esigente responsabile??? mah
nn dovrebbe un responsabile in tale qualità mettermi difronte ai miei errori e discuterne in modo professionale e diplomatico senza lasciarsi andare in offese gratuite che lo rendono un cavernicolo.....
e dulci sin fundo.... dopo una notte insonne dovuta alle offese e lo sguardo iniettato di sangue il gg dopo nn me la sono proprio sentita di prendere lavoro in quello stato, senza riposo e con una gran rabbia addosso (sensibilità differente la chiamo io) così avviso colui che mi pagava e informandolo gli comunico prenderò una decisione e che ci saremmo sentiti nel pomeriggio... beh, il pomeriggio nn fa attempo ad arrivare: la decisione la prende lui "LIBERA LA STANZA APPENA TI è POSSIBLE CHE ARRIVA GENTE" bene, mi reco all'alloggio per il biglietto di ritorno, forse dovevo imporgli di pagarmelo lui :)
beh, tranquilli, manca la cigliegina: sto ancora aspettando il pagamento della mia fattura di luglio/agosto....

che palle.

martedì 25 marzo 2008

stanca, davvero stanca di tutto ciò che accade.
stanca di sentire qualsiasi tg e non vederne positività.
stanca dei sopprusi e della svogliateza che ci annulla, che ci ammutolisce.
stanca di non trovare voce contro, di sentire lamenti e non soluzioni.
stanca d'un Italia che subisce, l'Italia che non reagisce, l'Italia dei comeMe, che non capisce perchè non ha e non funziona come dovrebbe.
stanca dei sopprusi sui più deboli.
stanca della superficialità dei più giovani e degli adulti saccenti.
stanca di sentire della gente che soffre.
stanca della gente che si lamenta senza far nulla, dell'Italia che non si ribella e non si sveglia.
stanca di quest'Italia che subisce e ora vien esclusa dall'estero, stanca dell'Italia ignorante, che se ne frega e si accontenta.
stanca di soffocare le mie urla e di lasciarmi coinvolgere da quest'ignoranza:
è da dentro di noi che si deve iniziare, dentro di noi che dobbiamo iniziare a cercare/lavorare/creare/trovare la soluzione.
stanca di tacere, subire e non capire: siamo nel futuro e i nostri cervelli si spengono, non reattivi alla violenza subdola che l'ignoranza ci impone.
stanca dell'insensibilita collettiva e di stupirmi se davanti ad una buona azione.
stanca delle chiacchiere inutili dei politici che abbiamo scelto di rappresentarci...
stanca. io questa volta non voto perchè non c'è nessuno che mi rappresenta. stanca.