mercoledì 17 settembre 2025

"Non me" (Andrea di Fabio, 2017)

'Non me' e chi allora, Andrea? Il libro è un susseguirsi di eventi che nascono da un fatto importantissimo, qualcosa che spesso si pensa possa mai capitare: un dramma. Un dramma comune, quotidiano e da lì nasce il libro. Un inizio latente in realtà, in cui tutto si ricollega, anche se poi le cose che succedono non sono direttamente collegate al dramma e/o tra loro, probabilmente accadrebbero comunque (o forse no), ma da lì nascono, o meglio, da questa "cosa" evolvono. Cosa mi piace tantissino di 'Non me' è come Andrea analizza ed espone la femminilità: ci sono tantissime sfacettature, tanti profili femminili che vengono analizzati ed esposti. In maniera molto limpida. Non sono personaggi pubblici conosciuti ai più, ma persone che potremmo essere noi, avere di fianco a noi in qualsiasi momento: sul posto di lavoro, incontrare per strada, sui mezzi, la nostra vicina di casa, i nostri amici. Potrebbe essere chiunque di noi. Persone comuni. Ci sono pochi personaggi maschili. Non dico che facciano da cornice, ma sembra abbiano il sapore di un condimento che serva per sottolineare la portata principale. Protagonista è la donna, anzi più donne differenti e su (intorno) loro si articolano drammi, aspetti di vita e "quotidiane anormalità", che ad oggi la nostra società spesso camuffa col buonismo, o che raffina per cercare di "sbranare" chi è ancora "puro". Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita con le spalle al muro: mi ha dato un po' fastidio quest'analisi della donna, troppo azzeccata su alcune situazioni, ma, cercando di guardare oltre, ho anche apprezzato, perchè dimostra che Andrea (uomo) ha voluto osservare la donna, e sarebbe bello che questo libro venisse letto dagli uomini con lo stesso occhio con cui lui l'ha scritto, perchè tocca poi, nel l'evolversi del libro (il dramma iniziale vien sì ripreso in altri momenti, ma nel corso della lettura prende una posizione di sfondo), altri drammi appartenenti al solo mondo femminile, e acquisiscono importanza diverse situazioni che dovrebbero essere lette dai maschi, e capite. Secondo me è un libro che potrebbe dare degli spunti, suggerire che per noi donne alcune cose accadono, in maniera diversa. E' un libro che mi ha fatto emozionare, piangere, sorridere e incazzare. Un libro in cui ogni donna potrebbe ritrovarsi in ogni personaggio. E' un libro che potrebbe leggere chiunque, anche se, nella sua semplicità (il termine 'semplicità' attribuibile alla ""quotidianibilità"" dei casi raccontati), a confronto di tanti libri che personalmente considero "più difficili", vengono utilizzati molti vocaboli complessi, a volte desueti e spesso inusuali, ma che danno maggiore carattere al romanzo. La lettura suggerisce che: sarebbe opportuno mai giudicare le persone dalla prima impressione, pur avendo evidenziato (con eleganza) aspetti femminili che personalmente detesto; molto sensibile ha espresso concetti che la gente tende a evitare; ampliare il proprio parco vocaboli è divertente. Stimolante, quindi, sia a livello morale, sia tecnicamente. Mi è sembrato di leggere una leggerissima sfumatura "pinchettiana" nelle descrizioni del milanese: mi sbaglio? Concludendo, LO CONSIGLIO VIVAMENTE, ma soprattutto mi aspetto da Andrea, un proseguo, anzi lo pretendo e spero che l'abbia già in cantiere: non può certo lasciarmi col pensiero di come sia andata a finire poi con...