Questo blog è personale, ciò che scrivo è frutto delle mie opinioni ed emozioni. Non ho autorizzazioni a pubblicare nulla, quindi se risultasse necessario, posso rimuovere immagini e video. Accetto consigli, critiche e opinioni costruttive.
mercoledì 6 maggio 2026
"Fahrenheit 451" (Ray Bradbury, 1953)
Scrivere una recensione su Fahrenheit 451 non è semplice, non perché inizialmente sembra di essere caduti in un’allucinazione da LSD, ma perché è un capolavoro letterario, semplicemente!
Per poter comprendere e apprezzare questo libro non basta amare leggere, è necessario fare ricerche sul periodo storico, sul contesto sociopoliticoculturale e sull’autore.
Bradbury, l’autore, è tutt’oggi, a tre quarti di secolo nel futuro, considerato tra i più meritevoli scrittori di fantascienza di tutti i tempi.
Fahrenheit 451 è un romanzo “distopico”, termine molto in auge di questi tempi, e drammaticamente attuale: scorrere le sue pagine, addentrarsi nelle descrizioni dei luoghi, ma soprattutto emotive, trasporta il lettore in un continuo esame di coscienza e analisi ambientale, immedesimandosi col protagonista, nonché nel paragone col proprio periodo storico.
Fahrenheit 451 è un libro che dovrebbero leggere tutti e confrontandomi con lettrici più giovani di me ho scoperto che è una lettura introdotta nelle superiori, credo comunque possa avere il suo spazio già dalle scuole dell’obbligo, in modo da poter esser ripreso a posteriori, con una coscienza e capacità di lettura più mature, perché è uno scritto con una “quinta” intensa con lo scopo di sviluppare e/o allenare il pensiero critico e individuale, e necessità di una seconda lettura, ma anche terza, per coglierne la profondità.
Senza voler spoilerare, la trama è anche molto semplice: siamo in un epoca in cui vengono censurati, quindi bruciati, tutti i libri, con l’alibi che i libri siano portatori di tristezza, e questo compito l’hanno i pompieri, sì, perché nella New York anni ’50 di Bradbury, i pompieri non spengono il fuoco, ma lo appiccano e lo appiccano ai libri e alle case in cui i libri sono nascosti e i proprietari di queste case vengono arrestati, quando non vengono addirittura bruciati vivi perché non voglio abbandonare la cultura e piegarsi al Sistema che li vuole ignoranti e non liberi pensatori, ed è in questo passo del libro che Montag, il protagonista, si trasforma, anzi, in realtà acquisisce piena coscienza della sua trasformazione interiore, perché la sua trasformazione entra in punta di piedi dall’inizio del libro, ma quando ha luogo la consapevolezza che
“Ci dev’essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. E’evidente!” [cit. un passo del libro]
esplode qui la sua personale lotta al Sistema, nonché al suo IO voluto dal Sistema.
Nonostante il libro sia la trama di un dramma, Bradbury mostra comunque fiducia nel genere umano (forse oggi si ricrederebbe?).
Fahrenheit 451, diviso in tre parti, è un susseguirsi di pagine che accompagnano il lettore nella trasformazione della coscienza di Montag (nonostante alcuni passaggi sembra che Bradbury li abbia scritti in preda ad uno stato allucinatorio), pagine che fanno continuamente riflettere e rabbrividire se si considera che ciò che vi è scritto è l’esatta realtà in cui viviamo oggi, quindi ci sarebbe da chiedersi se effettivamente Bradbury faccia parte di quegli scrittori visionari, o se governi e magnati dei nostri tempi abbiano preso spunto da libri come questo, per applicare le trasformazioni in modo da consolidare il loro egocentrismo, il loro potere sadico, i loro loschi affari.
Tutti i personaggi e le azioni che appaiono in questo libro possono essere adattate all’attuale periodo storico.
Ricco di simbolismi, situazioni e pagine che potrebbero divenire manifesti filosofici senza tempo, torno a ripetere che questo libro è un capolavoro rivoluzionario senza tempo, che incoraggia ogni singolo individuo a prender coscienza dell’importanza della cultura, quindi padronanza del pensiero per poter essere davvero liberi.
Questo è uno di quei libri che personalmente inserirei nella categoria
“pericolosi per il Sistema”.
ps: Ho letto questo libro tre volte: la prima volta la traduzione era pessima, quindi l’ho abbandonato, ma il titolo mi ridondava nella testa da tempo, sicché mi sono ripromessa di riprenderlo e dopo averlo letto con calma l’ho ricominciato immediatamente, perché dovevo fissare nella mia testa i passaggi più meritevoli, lo rileggerei una quarta volta, ma devo restituirlo in biblioteca…
Labels:
Recensioni libri
Iscriviti a:
Post (Atom)