Credo che Hesse, in questo libro, abbia rappresentato i desideri contrastanti dell'essere umano: stabilità e libertà.
Nel titolo vengono citati i due protagonisti, ma in realtà il protagonista è Boccadoro con la sua magnetica bellezza, il suo carisma, la sua fame di libertà e la sua capacita di amare e di farsi amare, la sua propensione al piacere e il fascino della fugacità di questo.
E' la storia della sua vita, del richiamo alla sua natura.
Narciso fa da "scopritore" e spalla di Boccadoro, in realtà, a parte i capitoli iniziali, Narciso è una figura marginale, perennemente presente nei ricordi del protagonista, ma, appunto, solo nei ricordi.
Ambientato in un Medioevo bello, irreale quasi, visto che trattasi di uno dei periodi storici caratterizzato dalla più fantasiosa crudeltà umana, ma di questo Hesse non accenna nemmeno: nel libro, anzi, figure che si affiancano al protagonista, sono donne libere di amare e tradire, di senso umano ed empatia da parte di uomini le cui aspettative vengono tradite dalla necessità di libertà di Boccadoro; tutti, uomini e donne, per lo più comprendono Boccadoro, le sue esigenze, il suo carattere, il suo desiderio di libertà, la sua necessità di viaggiare, il suo animo vagabondo e lo lasciano libero, non ostacolano i suoi viaggi, non contrastano le sue decisioni, al massimo somatizzano, soffrono, ma non riescono a trattenerlo.
E' curioso come nel Medioevo e nell'ambiente ecclesiastico, sia così fortemente presente l'omosessualità, nascosta, latente, percepita dagli sguardi, magari non consumata, ma comunque desiderata: probabilmente, anzi, sicuramente, se nel Medioevo nascevi omosessuale, o nascevi ricco, o prendevi i voti... ma probabilmente era meglio tollerata dei giorni nostri.
No, se pensate che Narciso e Boccadoro sia la storia d'amore segreta di due uomini, no, non lo è, probabilmente se Boccadoro fosse nato nei nostri giorni, sarebbe bisessuale o erotomane (nell'eccezione comune), ma sicuramente non omosessuale: innamorato del piacere e affascinato dalla sua brevità nell'intensità. Un classico scapolone.
Un po' eccessivamente utopistico: a Boccadoro va bene tutto, tuti lo amano, non gli succede quasi nulla, non si ammala mai, fa la vita che desidera, impara qualsiasi cosa perfettamente e crea opere...
Di facile lettura, fa venire voglia di vagabondare per il mondo.