sono sul treno, due stazioni dopo che ho posizionato le mie terga dove più m'è comodo, salgono due allegri individui, uno più ubriaco dell'altro...
attirano con le loro chiacchiere la mia attenzione; hanno una rivista in mano e disquisiscono... delle femmine su questa fotografate:
quello più ubriaco -:"uhe, va che pezzo di figa questa, questa mica c'ha il seno rifatto"
quello meno ubiaco-:"fa vedere va, e ma cosa ci fai poi con sta rivista"
quello più ubriaco-:"e vado a casa e mi faccio una sega"
alzo gli occhi, guardo la rivista: è Vanity Fair...
il resto è storia, e un po' routine.
Questo blog è personale, ciò che scrivo è frutto delle mie opinioni ed emozioni. Non ho autorizzazioni a pubblicare nulla, quindi se risultasse necessario, posso rimuovere immagini e video. Accetto consigli, critiche e opinioni costruttive.
domenica 27 marzo 2011
sabato 26 febbraio 2011
venerdì 25 febbraio 2011
CHIAMATE-LA PARITà DI DIRITTI
rivoglio la mia cazzo di libertà.
rivoglio poter non aver paura di tornare a casa a piedi la sera, dopo la scuola, non aver paura di incontrare un uomo che decida di rendermi oggetto delle sue attenzioni;
rivoglio la mia cazzo di libertà di non dover camminare al fianco della mia bici girandomi a guardare ogni 100mt se qualcuno mi sta seguendo;
rivoglio la mia cazzo di libertà di poter raggiungere con calma la mia macchina al parcheggio della stazione, sotto i lampioni accesi, quando i più stanno dormendo senza avere il terrore che un uomo possa aggredirmi;
rivoglio non dover immaginare una possibile mia difesa, di rabbia e violenza;
rivoglio non dover soppesare la catena, che assicura la mia ruota, al mio polso, immaginandola sul viso di qualcuno;
rivoglio non dover camminare nervosa in solitudine la sera girandomi nervosa per ogni rumore sospetto;
voglio non sentir più la paura di poter, tornado a casa, esser aggredita, violentata, seviziata, uccisa;
voglio la stessa tranquillità di un uomo quando esce la sera e da solo può tornarsene a casa... quando lo desidera.
rivoglio poter non aver paura di tornare a casa a piedi la sera, dopo la scuola, non aver paura di incontrare un uomo che decida di rendermi oggetto delle sue attenzioni;
rivoglio la mia cazzo di libertà di non dover camminare al fianco della mia bici girandomi a guardare ogni 100mt se qualcuno mi sta seguendo;
rivoglio la mia cazzo di libertà di poter raggiungere con calma la mia macchina al parcheggio della stazione, sotto i lampioni accesi, quando i più stanno dormendo senza avere il terrore che un uomo possa aggredirmi;
rivoglio non dover immaginare una possibile mia difesa, di rabbia e violenza;
rivoglio non dover soppesare la catena, che assicura la mia ruota, al mio polso, immaginandola sul viso di qualcuno;
rivoglio non dover camminare nervosa in solitudine la sera girandomi nervosa per ogni rumore sospetto;
voglio non sentir più la paura di poter, tornado a casa, esser aggredita, violentata, seviziata, uccisa;
voglio la stessa tranquillità di un uomo quando esce la sera e da solo può tornarsene a casa... quando lo desidera.
sabato 19 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
venerdì 3 dicembre 2010
mercoledì 10 marzo 2010
La mia lettera al TG5 de 09/03/2010 - rubrica wedding planning
in risposta al servizio sui consigli per come risparmiare nel matrimoni....
Ciao,
vi scrivo per un'affermazione fatta al tg5 del 9/3/10 h20, nella rubrica dedicata al wedding planning... la persona intervistata, dietro richiesta del giornalista "come si più risparmiare?", ha risposto... "per le fotografie, per risparmiare, fatevele fare da amici..."
sono fotografa, sorrido ERO, perchè, con la scusa della crisi, il mio lavoro ho smesso (spero per il momento) di farlo perchè la maggior parte dei clienti ha optato per dare l'impegno di collaborazione o a ragazzi molto giovani che non hanno nulla da perdere, e pertanto possono permettersi di essere sottopagati, o da amici, conoscenze etc...
sono sicura che la mia carriera non sia stata bloccata dalla signora in questione, ma non ho potuto trattenere la mia rabbia davanti ad un consiglio davvero di cattivo gusto dato su una rete/programma così importante, e non credo nemmeno d'essere l'unica fotografa(o) che si sia amareggiata a sentire quella frase "per risparmiare, le foto fatele fare agli amici"(comunque fare un matrimonio vuol dire avere molta esperienza nel carpire ogni sfumatura emozionale e trasformarla in immagini del giorno più importante della vita e se uno shooting va male i danni li paga il fotografo -e cari-); sarebbe stato magari più appropriato, a mio avviso, che l'intervistata avesse esordito con un messaggio rivolto ai fotografi professionisti, di abbassare il listino e NON promuovere il boicottaggio d'una categoria che ha già attraversato un periodo di m.(leggi paparazzi).
Se mai un dì decidessi di sposarmi non credo che la signora condividerebbe la mia scelta di boicottare la figura "dell'organizzatrice di matrimoni" delegando alla sezione femminile delle mie parentele di fare tutto quello che richiede un matrimonio.
Mi sono rivolta a voi perchè non ho trovato dove farlo sul sito del tg5....
Vi rirgrazio per lo spazio al mio sfogo e grazie per quello che fate sempre.
A.
(la lettera è stata mandata a striscia nella speranza che consegni un bel tapiro all'autrice di cotanta tristezza!)
Ciao,
vi scrivo per un'affermazione fatta al tg5 del 9/3/10 h20, nella rubrica dedicata al wedding planning... la persona intervistata, dietro richiesta del giornalista "come si più risparmiare?", ha risposto... "per le fotografie, per risparmiare, fatevele fare da amici..."
sono fotografa, sorrido ERO, perchè, con la scusa della crisi, il mio lavoro ho smesso (spero per il momento) di farlo perchè la maggior parte dei clienti ha optato per dare l'impegno di collaborazione o a ragazzi molto giovani che non hanno nulla da perdere, e pertanto possono permettersi di essere sottopagati, o da amici, conoscenze etc...
sono sicura che la mia carriera non sia stata bloccata dalla signora in questione, ma non ho potuto trattenere la mia rabbia davanti ad un consiglio davvero di cattivo gusto dato su una rete/programma così importante, e non credo nemmeno d'essere l'unica fotografa(o) che si sia amareggiata a sentire quella frase "per risparmiare, le foto fatele fare agli amici"(comunque fare un matrimonio vuol dire avere molta esperienza nel carpire ogni sfumatura emozionale e trasformarla in immagini del giorno più importante della vita e se uno shooting va male i danni li paga il fotografo -e cari-); sarebbe stato magari più appropriato, a mio avviso, che l'intervistata avesse esordito con un messaggio rivolto ai fotografi professionisti, di abbassare il listino e NON promuovere il boicottaggio d'una categoria che ha già attraversato un periodo di m.(leggi paparazzi).
Se mai un dì decidessi di sposarmi non credo che la signora condividerebbe la mia scelta di boicottare la figura "dell'organizzatrice di matrimoni" delegando alla sezione femminile delle mie parentele di fare tutto quello che richiede un matrimonio.
Mi sono rivolta a voi perchè non ho trovato dove farlo sul sito del tg5....
Vi rirgrazio per lo spazio al mio sfogo e grazie per quello che fate sempre.
A.
(la lettera è stata mandata a striscia nella speranza che consegni un bel tapiro all'autrice di cotanta tristezza!)
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