Parla di Palestina e Israele, del loro rapporto.
E' un romanzo inventato, ma ispirato a vite vere, vite di persone che sono vissute realmente, probabilmente la scelta di non citare i nomi reali è dovuta al desiderio di non mettere in pericolo i protagonisti di queste pagine.
Scritto nel 2014, dieci anni prima di quello che tutto il mondo ricorderà come il 7 ottobre 2023, quindi non scritto come conseguenza di quel drammatico giorno, ma in un tempo precedente e lontano.
E' un'analisi romanzata di come era ed è ancora oggi la situazione in Palestina, di quello che è stato dal '48 e ancora continua ad essere.
E' un libro che fa rabbia, fa riflettere, fa piangere e fa capire il perché si prendano determinate decisioni e fa chiedere perché esista la cattiveria nel genere umano, a cosa porti; è un libro che tutti dovrebbero leggere, perché anche se ha dei passi crudeli, che fanno male al cuore, dà spunti per approfondire ricerche re farsi un quadro storico più chiaro,
Maggiore forza lo da il fatto che l'autrice sia un'ebrea-americana, lo dico con amarezza perché condizionata dalla consapevolezza che se fosse stata palestinese, avrebbero sicuramente tacciato il dramma come "scontato", "di parte", se non addirittura censurato, ma essendo stato scritto da un'ebrea-americana fa riflettere sul fatto che non tutti gli israeliani odiano il popolo palestinese, non tutti hanno una visione distorta e distopica della realtà, della pace e della Palestina; fa capire quanto male il popolo palestinese stia soffrendo e il perché delle loro decisioni, della loro resistenza e che non sono un popolo di esaltati che si fa saltare in aria in nome di una fede, ma che quando un popolo viene messo alla fame, gli vien tolta la dignità, la terra, vien costretto a vivere nell'immondizia, gli vien tolta la possibilità di evolvere culturalmente ed economicamente, viene torturato per decenni, quando ad un popolo togli tutto allora diventa chiaro che "l'unica arma diventa il proprio corpo" [citazione autrice].
Questo blog è personale, ciò che scrivo è frutto delle mie opinioni ed emozioni. Non ho autorizzazioni a pubblicare nulla, quindi se risultasse necessario, posso rimuovere immagini e video. Accetto consigli, critiche e opinioni costruttive.
domenica 8 febbraio 2026
"Come il vento tra i mandorli" (Michelle Cohen Colasanti, 2015)
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