Partiamo dal presupposto che non l'ho ancora terminato, ovvero, il romanzo in sé l'ho finito una settimana fa circa, dopo due mesi di lettura e dopo aver abbandonato la prefazione, dietro consiglio (apprezzato) di una collega, di eventualmente leggerla dopo aver concluso la lettura del romanzo, visto che lo leggevo per diletto e non come testo scolastico e personalmente ritengo sia stata una mossa intelligente: mi avrebbe tirato via gran parte delle energie che dedico a letture di un certo spessore, sì, perché "In nome della rosa" non è un romanzo facile;
la trama, che riprende nemmeno tanto velatamente i romanzi che vedono protagonisti Sherlock Holmes e il Dottor Watson, è anche abbastanza banale: siamo nel secolo ultimo del tardo medioevo, in una abbazia benedettina si susseguono misteri e crimini, viene quindi ingaggiato un investigatore (un monaco exinquisitore) per portare avanti indagini e scoprire chi e quali motivazioni si celano dietro i drammi, in contemporanea ci troviamo in uno scenario politico in cui le due forze regnanti, il potere imperiale e il potere papale, vanno in conflitto e per risolverlo indicono un incontro scegliendo come location proprio l'abbazia in cui si stanno susseguendo i delitti e seppur scollegati dalle diatribe politiche, vanno comunque a creare un clima difficile, influenzandone esiti e giudizio degli astanti e compromettendo i rapporti delle potenze.
E' un libro che ha più chiavi di lettura: può essere letto come romanzo storico, come poliziesco, come filosofico e aggiungerei anche teologico (argomento trattato è anche il conflitto tra bene, Dio, e il male, l'Anticristro, in arrivo).
Perché impegnativo e complesso? Perché il libro è ricco di informazioni: descrizioni di personaggi, mansioni, lavori, emozioni, reazioni, espressioni facciali, pensieri, descrizioni estetiche, descrizioni ambientali, descrizioni ricche e dettagliate dei luoghi (sembra di essere nel libro), uso di termini inusuali e vetusti, con note a piè di pagina, oppure con la necessità dell'aiuto di un dizionario; è ricco di frasi in latino, di note che le traducono, di schede tecniche, appendici critiche, il glossario dei personaggi e, in entrata, una prefazione lunga, e dettagliata, che fa l'analisi storica, lunga cento pagine... nonché un susseguirsi di citazioni prese da altri libri (postillati a piè pagina) e la menzione continua di altri libri (infatti calza a pennello la definizione "il libro dei libri").
Nonostante la storia "banale", rimane un capolavoro: un intrigo di eventi che si incastrano perfettamente, la ricchezza e ricercatezza dei contenuti e dei termini porta ad acculturare maggiormente il lettore che si impegna in questa avventura, ad approfondire su personaggi e periodo storico, ad arricchire l'uso e la conoscenza della parola; ricco di frasi da estrapolare per citazioni filosofiche.
E' un libro complesso e impegnativo, ma completo e accrescitivo, offre spunti in ogni pagina.
Nonostante la storia "banale", rimane un capolavoro: un intrigo di eventi che si incastrano perfettamente, la ricchezza e ricercatezza dei contenuti e dei termini porta ad acculturare maggiormente il lettore che si impegna in questa avventura, ad approfondire su personaggi e periodo storico, ad arricchire l'uso e la conoscenza della parola; ricco di frasi da estrapolare per citazioni filosofiche.
E' un libro complesso e impegnativo, ma completo e accrescitivo, offre spunti in ogni pagina.
E' un libro che unisce le varie culture in un unica origine, infatti mette sullo stesso piano l'importanza di conservare libri scritti in idiomi differenti che giungono da terre lontane, da popoli con religioni, usanze, tradizioni e insegnamenti differenti; è un insegnamento che tutte le civiltà, tutti i popoli, hanno stessa importanza e bellezza, trasformando questa fusione in patrimonio mondiale (la biblioteca).
Il libro è pieno di simboli, per questo potremmo collocarlo in qualsiasi periodo storico (infatti qualcuno allude anche alle lotte armate che hanno caratterizzato gli anni '70).
Concordo sull'utilizzo di quest'opera come testo scolastico, mi rammarico di non averlo letto da più giovane, sicuramente mi sarebbe risultato più facile leggerlo oggi, ma non è detto che lo riprenda più in là, per ora mi accontenterò di portare a termine la lettura delle schede tecniche e del glossario dei personaggi.
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